Ma… sei motivato?

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Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase?

In psicologia, per motivazione si intende una condizione che determina la direzione e l’intensità del comportamento.

È sperimentata soggettivamente come un desiderio conscio. Possiamo talvolta riuscire a controllare i nostri desideri e scegliere se e quando soddisfarli, ma non è possibile controllare le nostre motivazioni in modo diretto.

La motivazione si può definire come la spinta soggettiva che ci fa muovere verso un obiettivo. É uno stato psicobiologico che ci fa tendere verso una meta, e questo la differenzia da un’emozione

Alcune nostre azioni sono motivate al raggiungimento di un obiettivo esterno (motivazione estrinseca); altre volte l’obiettivo di una nostra azione è il piacere che ci dà la sua realizzazione stessa (motivazione intrinseca). Non vedete in questo una differenza tra la motivazione che ci spinge a lavorare e quella che ci spinge a divertirci?

Le motivazioni non hanno tutte la stessa importanza, neanche all’interno dello stesso individuo.

Quelle legate alla sopravvivenza naturalmente hanno la priorità su quelle sociali e culturali, nel enso che se le prime non sono soddisfatte l’individuo non può attivarsi per soddisfare le seconde.

Questa gerarchia di motivazioni è stata rappresentata da Abraham Maslow in una piramide.

Può anche succedere di provare motivazioni incompatibili tra di loro e sperimentare quindi un conflitto.

Il conflitto nasce quando, da un esame della realtà, vediamo che due obiettivi a cui teniamo non possono, almeno per il momento, essere raggiunti entrambi e quindi dobbiamo rinunciare a uno dei due.

Se sei in conflitto allora inizia a lavorare sulla tua motivazione! Chiedi aiuto allo psicologo!

Giugno 29, 2016

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