Conscio e inconscio: ma di cosa stiamo parlando?

Che cos’è la coscienza?
I primi psicologi equiparavano la coscienza alla mente. Definivano la psicologia come lo studio della mente e della coscienza e usavano il metodo introspettivo per analizzare quest’ultima. 
I comportamentisti affinché la psicologia fosse riconosciuta come scienza iniziarono a pretendere che il suo oggetto di studio dovesse essere costituito da dati oggettivi osservabili e misurabili (il comportamento).
Dagli anni ’60, gli psicologi cominciarono a riconoscere che vari aspetti di ciò che chiamiamo anche consapevolezza sono troppo pervasivi e importanti per essere trascurati: la psicologia non può trascurare la coscienza.

La coscienza comprende:
a) il monitoraggio di noi stessi e del nostro ambiente, affinché i percetti, i ricordi e i pensieri giungano alla consapevolezza;

b) il controllo di noi stessi e del nostro ambiente, per essere in grado di iniziare e portare a termine
attività comportamentali e cognitive.

sigmund-freud-400399_1280In ogni particolare istante, possiamo concentrare l’attenzione solo su pochi stimoli. Ignoriamo, selezioniamo e rifiutiamo continuamente, sicché i contenuti della nostra coscienza sono in perpetuo cambiamento. Nonostante ciò, gli oggetti o gli eventi che non sono al centro dell’attenzione possono comunque esercitare alcuni influssi sulla coscienza. Un considerevole numero di ricerche indica che registriamo e valutiamo stimoli che non percepiamo consciamente. Si ritiene che questi stimoli ci influenzino in modo subconscio, oppure che operino a un livello inconscio di consapevolezza. Molti ricordi e pensieri che non fanno parte della nostra coscienza in questo momento possono tornare consci, se necessario. I ricordi accessibili alla coscienza sono detti ricordi preconsci. Essi includono ricordi di eventi personali e informazioni accumulate nel corso della vita (conoscenza del significato delle parole,
della disposizione delle strade). Comprendono anche la conoscenza di abilità apprese (procedure
necessarie a guidare un’auto; i cosiddetti automatismi).
Freud e i sostenitori della psicoanalisi ritengono che esiste una porzione della mente, l’inconscio, che contiene alcuni ricordi, impulsi e desideri non accessibili alla coscienza. Tali contenuti sono rimossi poiché causa di conflitto e dolore, ma continuano a influenzare le nostre azioni anche se non consapevolmente. Si esprimono attraverso i sogni, i comportamenti irrazionali, i manierismi e i lapsus.
Freud riteneva che i desideri e gli impulsi inconsci fossero la causa della maggior parte delle malattie mentali. Egli sviluppò il metodo della psicoanalisi con l’obiettivo di riportare alla coscienza il materiale rimosso e, così facendo, curare il paziente.

Settembre 26, 2016

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