La capacità di essere soli: una lettura psicoanalitica

Si tratta di una delle capacità più importanti legate ad un buon sviluppo affettivo.

L’esperienza di essere solo da infante e da bambino piccolo in presenza della madre è fondamentale per l’instaurarsi di questa capacità.

Winnicott chiama questa esperienza relazionalità dell’Io:

“essa si riferisce al rapporto fra due persone, una delle quali in ogni caso è sola; forse entrambe sono sole, ma la presenza di ciascuna è importante per l’altra”

man-1394395_1280L’individuo, grazie a buone cure materne, ha costruito la fiducia nell’esistenza di un ambiente benigno attraverso soddisfacenti gratificazioni dei suoi istinti. Col passare del tempo l’individuo introietta la figura della madre che dà sostegno all’Io e in questo modo diventa capace di essere solo senza far continuo riferimento alla madre o al simbolo materno. Il concetto di madre introiettata fa riferimento alla costruzione di un buon ambiente interno.

Analizziamo ora l’affermazione IO SONO SOLO:

  • la parola “Io” implica un notevole sviluppo emotivo, l’individuo è strutturato come unità;

  • l’espressione “Io Sono” indica che l’individuo ha forma, vita e un ambiente che lo protegge;

  • la frase “Io Sono Solo”, secondo la psicoanalisi, indica che l’individuo apprezza la continuità dell’esistenza della madre (di una figura benevola che protegge).

Solo quando è solo e rilassato, il bambino piccolo può scoprire la sua vita personale e può fare esperienza dei suoi bisogni (pulsioni). 

Novembre 3, 2016

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