PRODIGARCI: l’alfabeto del cuore

Continuiamo a parlare della mia lettura e della parola PRODIGARCI.

Ruth nella storia insegna al bambino, che in futuro sarebbe diventato un neurochirurgo, una serie di tecniche ed esercizi che oggi chiameremmo di mindfulness o di imagery: strumenti che oramai sono parte delle psicoterapie cognitive di terza generazione. 

Quella che Ruth definiva la “bussola del cuore” è in realtà una forma di comunicazione tra il sistema cardiocircolatorio e il sistema nervoso centrale che in qualche modo oggi forse è stata approfondita dalla Teoria Polivagale di Porges. Ma non voglio annoiarvi con lezioni di anatomia!

I nostri pensieri e le nostre emozioni sono entrambi molto potenti, ma un’emozione può mettere a  tacere un pensiero, mentre è raro che riusciamo a placare un’emozione forte adoperando la razionalità e l’intelletto. Anzi, le emozioni più intense sono e più ci inducono a rimuginare, a pensare in modo ossessivo senza che questi pensieri ci causino benessere. Vittorio Guidano il padre della psicoterapia cognitiva post-razionalista diceva: «i pensieri cambiano i pensieri e le emozioni cambiano le emozioni».

E ritorniamo ancora ad una citazione del libro…

Volevo studiare cosa significa aprire il cuore e comprendere perché per lei fosse la cosa più importante. Redassi un elenco in dieci punti, simile ai dieci obiettivi che avevo stilato molti anni  prima. Le dieci cose che aprono il cuore.
Ci pensai su. Lo rilessi più volte e all’improvviso mi apparve come l’acronimo di una mnemotecnica, PRODIGARCI . Era un modo per ricordare i vari aspetti di ciò che avevo imparato: l’alfabeto del cuore.

Agosto 3, 2019

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