Il supporto al caregiver è possibile: un breve studio lo dimostra

Concludo gli articoli introduttivi alla tematica dello stress del caregiver con la breve descrizione di uno studio.dependent-826332_1280

Per valutare la fattibilità, la validità e l’impatto di un approccio assistenziale in grado di attuare interventi di supporto, guida e aiuto alla famiglia in grado di costituire una valida risposta all’isolamento e al conseguente stress e carico assistenziale in cui la famiglia e il caregiver si vengono a trovare, la Federazione Alzheimer Italia e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano hanno avviato un progetto  denominato: “Progetto Carer” (Nobili, 2000).
Si è trattato di uno studio pilota per la realizzazione di un intervento strutturato di informazione e supporto alla famiglia per la gestione dei comportamenti che creano problemi nei malati affetti da demenza di Alzheimer. L’obiettivo del progetto è stato quello di esaminare l’impatto di questo tipo di intervento sulle modalità di gestione dei disturbi comportamentali, sul grado di stress del caregiver, sulle condizioni cliniche, funzionali, cognitive e comportamentali del malato, sull’impiego di servizi e
prestazioni sanitarie da parte sia del caregiver sia del malato e infine sul tasso di istituzionalizzazione.
Lo studio è durato circa 2 anni e ha seguito 69 famiglie. Le capacità cognitive e funzionali dei malati erano molto deteriorate e la frequenza dei disturbi del comportamento molto alta. Il tempo dedicato alla cura da parte del caregiver
e l’alta frequenza dei disturbi del comportamento erano strettamente correlati
al loro stress. Le caratteristiche di base delle 69 famiglie, sia del gruppo di intervento che di controllo, erano simili. Al termine dello studio i malati del gruppo di intervento sembravano essere in una situazione leggermente migliore dal punto di vista cognitivo, funzionale e comportamentale e presentavano anche un minor uso di farmaci rispetto al gruppo di controllo. Anche i caregiver di questi malati erano meno
stressati e usavano meno farmaci.

Settembre 7, 2016

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